L’analisi Meglio una scelta difficile che le sovvenzioni
Marzo 22, 2009
di Nicola PorroIl gruppo multinazionale francese L’Oréal ha deciso di mantenere e rendere strategica la sua produzione di cosmetici realizzata a Settimo torinese. A pochi chilometri di distanza la Indesit ha invece scelto di chiudere il suo stabilimento di None per spostare parte della sua produzione in Polonia. E ancora. La Renault, per bocca del ministro dell’Industria francese, ha ieri annunciato «il rimpatrio della produzione di un veicolo finora realizzato fuori dalla Francia» in Slovenia. Il primo caso racconta una storia di un’industria che ha saputo ristrutturarsi, che soffre meno di altre la crisi, e che produce dove le è più conveniente. Anche per la Indesit il principio non cambia: cerca di produrre dove le è più efficiente secondo criteri puramente di mercato. Ma a differenza della cosmetica si trova in un settore che oggi soffre da impazzire e deve, come può, ricorrere ai ripari.Diverso il caso Renault. Lo Stato francese ha dato alle sue due grandi case automobilistiche 6 miliardi di aiuti. In una di queste, Renault appunto, è financo azionista. I quattrini, per un tacito accordo che per motivi di concorrenza europei resterà tale, si stanno dimostrando finalizzati al riportare in patria produzioni altrimenti delocalizzate.Qual è il modello che dobbiamo perseguire? Non si può certo riconvertire l’Italia solo a produzioni oggi fuori dalla crisi con la bacchetta magica. Nel frattempo la cassa integrazione vola, le famiglie perdono reddito e consumano di meno, e il disagio sociale rischia di crescere.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=337785